Comitato recupero complesso monumentale di Maddalene

Ex convento di Maddalene a Vicenza

9 – Restauro altare maggiore

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Foto di Antonio Zuin

L’anno seguente, nella primavera del 2007, iniziarono i lavori di restauro dell’altare maggiore e della cornice lapidea del paliotto dedicato a S. Maria Maddalena, lavori che furono completati entro la fine di giugno dello stesso anno e che furono eseguiti dagli allievi del corso ENGIM Veneto di Vicenza diretti dall’insegnante Elena Zironda.
L’altare seicentesco è costituito da pietra tenera dei Berici e marmi policromi e si presentava in un discreto stato di conservazione. Non vi erano lesioni degne di nota, crepe e fessure, né stacchi e perdite consistenti del supporto. Tutta la pietra tenera era ricoperta da uno strato consistente di colore, steso a più riprese nel corso dei secoli; i marmi lucidabili avevano la cromia alterata da polveri e nero fumo.
Le prove di pulitura comparate si svolsero su alcune parti della superficie, quindi la pulitura avvenne in modo differenziato su aree precedentemente individuate per le varie tipologie di supporto e di sporco.
I paramenti in pietra furono discialbati, cioè liberati dall’intonaco, a bisturi e furono poi fatti degli impacchi di carta giapponese e polpa di cellulosa, con tempi di applicazione differenziati a seconda delle zone, quindi furono sciacquati abbondantemente con acqua demineralizzata.
L’intervento interessò anche la pulizia di tutte le parti in ferro, in prevalenza ganci che tengono uniti i conci di pietra nella parte superiore dell’altare. La rimozione dell’ossido di ferro fu effettuata con della carta abrasiva e dopo aver accuratamente pulita la superficie, fu steso del convertitore di ruggine.
Le parti incongrue quali stuccature preesistenti in gesso e male integrate o particolarmente deteriorate o in qualche modo estranee alla struttura originale, furono rimosse meccanicamente con scalpello e martello; le parti di pietra staccate dalla loro sede originale, invece, furono pulite perfettamente e incollate con resina idonea; sono stati rimossi gli eccessi che sbordavano ed è stato ripulito il contorno con un tampone imbevuto di acetone. I bordi furono successivamente stuccati.
Le stuccature ed i parziali rifacimenti localizzati furono realizzate con impasti di calce, sabbia di fiume esente da sali e polvere di pietra dello stesso colore della superficie interessa; la stuccatura fu lisciata con spugne idonee e la superficie circostante fu accuratamente pulita. Tutte le pietre lucidabili furono decerate e pulite con solventi idonei, quindi protette con cera microcristallina stesa a pennello e successivamente lucidata con un panno di lana morbida.
Tutte le operazioni si svolsero nel massimo rispetto dell’opera con materiali e tecniche compatibili con i substrati originali.
L’intervento fu eseguito con certosina pazienza ed ha dato un esito più che soddisfacente, grazie all’impegno profuso dai nove allievi Breda Alessio, Cuccia Antonella, Giaretta Aline, Maino Laura, Marin Marta, Musolino Loredana, Stevic Daniela, Todesco Raffaella, Tringali Anna, e Lai Carla.
Dalla fine di giugno 2007, l’altare e il sovrastante paliotto splendono nella loro originaria bellezza, quella che forse neppure lo scultore Zuanne Merlo ha potuto godere interamente.
L’inaugurazione del nuovo restauro ebbe luogo domenica 22 luglio 2007 con interventi della direttrice dei lavori di restauro Elena Zironda e con una seguitissima relazione storico artistica del prof. Franco Barbieri.

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