Comitato recupero complesso monumentale di Maddalene

Ex convento di Maddalene a Vicenza

2 – Il soffitto ligneo interno

Completati i lavori esterni al tetto, su pressione del Comitato, il Comune di Vicenza provvedeva a stanziare una ulteriore somma di cinquanta milioni di lire per poter intervenire e restaurare il cassettonato ligneo.
L’incarico dell’intervento fu affidato dal Comune all’AMCPS ed i lavori iniziarono il 20 luglio 1999 ad opera del restauratore vicentino Lino Sofia appositamente chiamato a volgere il delicato lavoro non avendo l’azienda personale preposto per tali specializzati interventi.
Il prezioso controsoffitto ligneo a cassettoni è un’opera davvero pregevole realizzata con legno di abete, pino rosso e cirmolo, collocabile attorno al 1600, anche se fattura, manualità ed impostazione inducono a pensare che la realizzazione sia stata eseguita ancora prima.
E’ stato certamente il lavoro di restauro più delicato e impegnativo, su un’opera a forma di carena di nave rovesciata, con una estensione di 144 metri quadrati e formata da 1135 cassettoncini riquadrati di varie misure, con listellature dipinte a motivo geometrico e floreale e la parte centrale suddivisa in quattro cassettoni contornati da motivi a torciglia in larice intagliato, scolpito e decorato da ulteriori listelli dipinti con motivi floreali nei colori bianco, nero e terra di bolo.
L’esperienza del restauratore vicentino Lino Sofia, specializzato nel restauro dell’arte lignea, è durata circa tre mesi essendosi completata nel mese di settembre 1999. Il certosino lavoro di incastro è stato eseguito con l’inserimento di anime e tavolette di legno nell’assetto originale, al quale è seguita la sostituzione delle parti rovinate da un abbandono secolare, in cui l’acqua e i tarli, purtroppo, l’avevano fatta da padroni.
Il rifacimento della volta lignea, effettuato secondo le indicazioni fornite dalla Sovrintendenza per i beni artistici di Verona e Vicenza sotto la guida della dott. Gianna Gaudini, è stato ultimato con l’applicazione finale di una velatura di cera vergine.
Dopo sedici lunghi mesi di cantiere, i primi importantissimi lavori di restauro erano completati. Il cantiere smobilitò e dopo le necessarie pulizie la chiesa fu riaperta al pubblico domenica 14 novembre 1999 con una solenne celebrazione a cura del nuovo parroco don Sisto Bolla, da poco entrato in parrocchia in sostituzione di don Domenico Borriero, e alla presenza delle autorità cittadine e di un numeroso pubblico che potè ammirare estasiato il nuovo cassettonato riportato ad uno splendore mai visto.
E’ stato il primo significativo e più importante intervento completato, dopo soli sette anni di costituzione del Comitato.
A posteriori, possiamo affermare che è stato l’intervento che ha permesso di proseguire, anno dopo anno, nel recupero di tanti altri arredi presenti all’interno della chiesa e che presenteremo nelle pagine seguenti.

 

 

 

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vlc-record-2011-12-07-20h26m57s-dvd___D-applausi (361)Foto di Antonio Zuin

Nota d’intervento del restauratore

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