Comitato recupero complesso monumentale di Maddalene

Ex convento di Maddalene a Vicenza

14 – Restauro della balaustra

Iniziati nei primi giorni del mese di marzo 2011 ad opera di un gruppo di allievi dell’ENGIM Veneto, i lavori di risanamento della balaustra che divide il coro dalla navata della chiesa, furono completati alla metà del maggio successivo.
I lavori hanno consentito il ripristino delle parti mancanti o deteriorate dal tempo e dall’incuria del manufatto.
Per dare il giusto risalto all’opera, fu organizzata il 23 luglio 2011, una serata durante la quale furono illustrati al pubblico i lavori eseguiti ad opera dei restauratori e alcuni cenni storici riferiti al manufatto relazionati dal dott. Ferrarotto Gianlorenzo.
Da notizie desunte da documenti del 1600, risulta che per riparare ai danni causati da un furioso incendio avvenuto nella seconda metà del 1500 alla chiesa di S. Maria Maddalena, fu necessario ammodernare alcune parti interne della stessa chiesa con idonee opere non più in legno ma in pietra e marmo. Per questi lavori i frati Girolimini affidarono a dei tagliapietre e lapicidi dell’epoca, a partire dal 1662, l’incarico di riedificare il presbiterio nella forma attuale.
Il primo lavoro eseguito e completato riguardò proprio la realizzazione di questa balaustra il cui artefice fu il tagliapietre Carlo Pozzo che redasse e sottoscrisse di suo pugno il 3 aprile 1662, giorno in cui fu liquidato delle sue spettanze dai frati di Maddalene, la ricevuta per il saldo dei lavori eseguiti.
Lo stretto rapporto di parentela permette di ipotizzare che il lavoro preparatorio, cioè la tornitura delle colonnine o balaustri di pietra tenera di Vicenza, dello zoccolo e della cimasa, si sia svolto nella bottega posta probabilmente nella zona di San Biagio a Vicenza.
Dalla citata ricevuta ricaviamo un’altra precisa informazione, vale a dire il costo pagato dai frati a Carlo Pozzo per il suo lavoro: ben 142 troni.
L’attenta lettura della ricevuta sottoscritta da Carlo Pozzo richiama la nostra attenzione anche per la citazione di un personaggio vicentino ben conosciuto all’epoca: si tratta del conte Vincenzo Brasco, proprietario di immobili in centro Vicenza, in contrà Carpagnon, come ci ricorda Luca Trevisan, ricercatore di Storia dell’arte moderna e Storia dell’architettura presso il Dipartimento di Arte, archeologia e storia dell’Università di Verona, nel suo libro Antonio Pizzoccaro, architetto vicentino.
Vincenzo Brasco, oltre alla sua attività di consigliere cittadino, era fornitore di materiali da fornace per l’edilizia per clienti vari, tra cui il Pizzocaro e a questo punto possiamo aggiungere con sicurezza anche il tagliapietre Carlo Pozzo.

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