Comitato recupero complesso monumentale di Maddalene

Ex convento di Maddalene a Vicenza

16 – Pulizia del bassorilievo “Noli me tangere”

Un altro pregevole pezzo della vetusta chiesa di S. Maria Maddalena a Maddalene Vecchie è tornato a splendere: si tratta del bellissimo bassorilievo centinato realizzato in pietra tenera di Vicenza probabilmente dalla bottega di Zuanne (Giovanni) Merlo a cavallo tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700. Questa datazione,  rimane,  purtroppo,  non meglio precisabile poiché nessun documento finora conosciuto parla di questo prezioso arredo artistico.
L’intervento di restauro è stato effettuato da Valentina Piovan e da Giuseppina Gatto, restauratrici accreditate. Tutte le operazioni sono state seguite e controllate dal funzionario della Soprintendenza ai Beni Artistici di Verona dot.ssa Chiara Rigoni.
Il costo del restauro è stato offerto da un privato cittadino di Maddalene. L’intervento è consistito nella lavorazione con strumenti adatti per incidere, tipo punteruoli, pettini, punte di trapano (per i piccoli fori degli occhi). Su tutta la superficie della pietra è stato applicato un fondo di preparazione colore verdegiallo, sopra il quale i colori mescolati con la calce erano stati stesi in maniera compatta. Il cielo era in origine azzurro chiaro con nuvole dalle tonalità leggermente più scure: le evidenti abrasioni della pellicola lasciano a vista la colorazione della preparazione. La porzione di cielo in giallo non era originale ma una stesura successiva, rimossa nell’ultimo intervento.
I cherubini prima del restauro erano stati rifatti con incarnati a calce molto chiari e con ali coperte da un pigmento verde vinilico compatto: durante il restauro si è constatato che l’incarnato era roseo vivace come quello del Cristo e della Maddalena, mentre le ali erano dipinte in nero, coerenti con la loro iconografia. Il verde delle colline, dei tre cipressi e delle piccole piante sul fondo, si differenziano per la diversa lavorazione della pietra: per i cipressi le incisioni sono più profonde e la colorazione infatti, appare più scura verso i toni del nero. In un precedente intervento tutte queste parti erano state ridipinte con il medesimo colore verde delle ali dei cherubini, rimosso a bisturi, accuratamente. L’architettura riprende i colori del cielo con un azzurro più tenue: le abrasioni e le lacune non sono state volutamente integrate.
Il manto rosso del Cristo, come quello blu della Maddalena, sono ancora in buone condizioni, fatta eccezione per le pieghe in aggetto consumate ed abrase, che sono state appena integrate.                            Questo restauro ha permesso, quindi, di riportare l’opera ad una lettura ordinata e corretta.

Noli me tangere prima

Il bassorilievo prima dell’intervento…

Noli me tangere dopo

… e al termine dei lavori di pulizia

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