Comitato recupero complesso monumentale di Maddalene

Ex convento di Maddalene a Vicenza

1 – Restauro del tetto della chiesa e della parte conventuale

 Chiesa dall'alto

Il riconoscimento formale e sostanziale ottenuto dalla Amministrazione Comunale di Vicenza nel 1992 si è sostanziato in una fattiva collaborazione tecnica e burocratica per arrivare alla elargizione della somma necessaria per il recupero del tetto della chiesa, del campanile e della parte conventuale.
A dare nuovo slancio alle aspettative del Comitato, arrivò il 1° settembre 1995, la comunicazione ufficiale da parte della Società Autostrada Brescia – Padova S.p.A. dell’impegno a finanziare il restauro della chiesa di S. Maria Maddalena con lo stanziamento di 244.000.000 milioni di lire, come richiesto dal Comune di Vicenza con l’invio di apposita lettera il 17 agosto precedente, comprensiva della completa documentazione tecnica richiesta per poter finanziare l’intervento come erogazione liberale ai sensi della legge 512/1982.
Questa delicata e importante fase preparatoria fu utilizzata per ricercare l’impresa a cui affidare la realizzazione del progetto esecutivo e la successiva esecuzione dei lavori, individuata nella azienda comunale AMCPS di Vicenza ed il cui progettista incaricato fu l’arch. De Munari, presentato ufficialmente ai soci in un’altra assemblea pubblica, quella del 24 ottobre 1997.
I tempi erano maturi ed il primo intervento di restauro sarebbe iniziato, infatti, di lì a qualche mese.
Da quella sera di ottobre 1997, trascorsero pochi mesi, quelli necessari a dare incarico formale all’azienda comunale AMCPS per l’esecuzione dei lavori e per mettere a punto definitivamente il progetto esecutivo. Queste operazioni furono seguite direttamente dagli uffici tecnici comunali, e monitorate costantemente dai direttivo del Comitato.
Il 22 giugno 1998 aprì il cantiere presso la chiesa di S. Maria Maddalena, che da quel momento fu transennata e fu chiusa al pubblico. Iniziarono dunque i lavori per il rifacimento esterno del tetto con la sostituzione delle travature intaccate dagli agenti atmosferici e con la sistemazione della cupola campanaria, sotto la direzione del già citato arch. De Munari.
Le spese dei lavori furono anticipate dalla ditta incaricata, che fu saldata di ogni avere a lavori ultimati con l’erogazione del contributo stanziato di 244.000.000 milioni di lire dalla Società Autostrada Brescia – Padova S.p.A.
Non mancarono anche delle sorprese durante i lavori di restauro, come quella rinvenuta nella cuspide del campanile, dove l’operaio Giannino Nicolini scoprì una ampolla sigillata tra i mattoni, contenente una pergamena ed una vecchia moneta. Vi era stata posta nel 1906 dall’allora curato di Maddalene don Luigi Maltrotto, in occasione di una prima sistemazione del campanile.
Con l’occasione del restauro della cuspide del campanile furono risistemate, a spese del Comitato, la croce e le sfere dorate, ricollocate al loro posto alla fine del mese di maggio 1999.

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